Storia

Erano gli anni in cui Nikita Krusciov proponeva a J.F. Kennedy una coesistenza competitiva tra Unione Sovietica e Occidente, in cui Paul McCartney e John Lennon fondavano i Beatles e George W. Cochran dell'Utah State University annunciava di essere riuscito a ottenere la sintesi di una molecola di acido nucleico. Erano gli anni in cui a Fiorano Modenese si vedevano gli effetti della legge 635 del 1957 che, nelle località dichiarate economicamente depresse, esentava le imprese con meno di cento operai da ogni tributo diretto sul reddito per dieci anni. Nascono fabbriche come funghi e la popolazione del paese in pochi anni raddoppia. Con i capannoni arriva il lavoro e il benessere. Giancarlo Ferrari si alza tutte mattine per andare a lavorare presso uno stabilimento ceramico.

Il lavoro è pesante, le fabbriche funzionano ancora secondo la logica ottocentesca: poche, pesanti e tiranniche macchine servite da schiere di operai. Le piastrelle che escono dalle presse sono raccolte da due cottimisti, ne devono fare 6-7 carrelli al giorno. Agli occhi di chi sa guardare al futuro come Giancarlo Ferrari è evidente che da lì in avanti la strada verso il benessere sarà lastricata di nuove macchine capaci di sollevare gli uomini dalla fatica e di rendere più efficienti e sicuri i processi produttivi. Per chi lavora in ceramica e ha talento per la meccanica è facile immaginare come potrebbero essere fatte. Bisogna solo avere il coraggio di iniziare l'avventura. Nel 1961 Giancarlo Ferrari lascia il lavoro di dipendente E Con un socio comincia ad occuparsi di stampi per piastrelle e subito dopo di impianti al servizio della pressatura.

Nel '73 Giancarlo Ferrari ha l'idea di costruire una macchina che raccoglie le piastrelle crude dalle presse e le carica su un carrello per trasferirle nel forno di cottura: è l'inizio dell'automazione. Un imprenditore ceramico gli dà fiducia e gli permette di provare il prototipo nella sua azienda: è un successo che dà a TecnoFerrari la possibilità di crescere ed indirizzarsi verso altre tipologie di macchine , raggiungendo con gli anni la posizione di leader nei sistemi di stoccaggio. Ma a Fiorano non si dorme sugli allori, anzi il successo è uno stimolo a pensare sempre più in grande. Otto anni di lavoro e di ricerca per creare, di fianco allo stabilimento dove si progettano e si costruiscono le macchine TecnoFerrari, Tecnotiles, uno stabilimento-laboratorio, una vera e propria ceramica in scala ridotta in cui sperimentare un rivoluzionario sistema di fabbricazione delle piastrelle: la pressosmaltatura. Uno strato di smalto in polvere atomizzato pressato sopra uno strato di argilla di alta qualità anch'essa atomizzata. Si forma un ancoraggio totale tra le due parti che, completato con una sinterizzazione a 1220°C, permette di ottenere un prodotto eccezionale. La fabbrica-pilota è un modello che dà la possibilità di progettare, verificare e correggere i sistemi innovativi applicati a tutte le fasi del processo produttivo. Con questa realizzazione Giancarlo Ferrari acquista un posto di primo piano nella storia dello sviluppo industriale e tecnologico del comprensorio sassolese. E in quel periodo, per chi si occupa di ceramica, Sassuolo è il centro del mondo.

Schivo e riservato, Giancarlo diventa famoso non solo per le sue invenzioni, ma anche per la generosità con cui fa circolare le idee e condivide le conoscenze. Fatte le debite proporzioni, in lui si ritrova lo stesso spirito che spinse Albert Bruce Sabin a non brevettare il vaccino contro la poliomielite che aveva messo a punto perché potesse utilizzarlo il maggior numero possibile di persone. Quando, all'inizio degli anni '90, Tecnotiles cessa l'attività, TecnoFerrari ha ormai acquisito un know-how tra i più completi e organici sui sistemi di produzione del porcellanato, ma, soprattutto, è una competenza unica la mondo sui sistemi di stoccaggio. E' ormai un'azienda di riferimento con clienti in tutto il mondo e stretti rapporti di collaborazione con altre aziende leader nel settore dell'automazione per ceramiche.

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